Collodi village Park Parco di Pinocchio Villa Garzoni Pescia Pistoia Tuscany
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Collodi is a medieval village not far from Pescia. Evidence of the existence of the town dates back to the 12th century, while its recent history is strictly linked to the name of Carlo Lorenzini, the author of Pinocchio.
The renowned writer spent part of his childhood here, and later in the years chose to sign his works with the pseudonym Carlo Collodi.
Collodi is the perfect spot both for adults and children.
Nowadays the, the hamlet is best known for the park dedicated to Pinocchio, characterized by activities like literary itineraries, buildings and sculptures set amidst the greenery, exhibitions of art and illustrations, puppet-making workshops and more.
In addition, the village boasts an ancient fortress and a villa that belonged to the aristocratic Garzoni family, with a large garden that masterfully combines symmetry, flora, fauna and sculpture.
Other must-sees are the Antica Rocca, an ancient fortress, and the beautiful church of San Bartolomeo, with a fabulous view.

Medieval village whose name is linked to that of Carlo Lorenzini, author of Pinocchio, Collodi preserves an ancient fortress and the aristocratic Villa Garzoni with a large garden, and bases its economy on tourism also thanks to the park dedicated to Pinocchio.
The medieval village is documented is linked to the name of Carlo Lorenzini, author of Pinocchio.
The Florentine writer, whose mother was originally the country, there spent part of childhood and it took the name firmandosi, Carlo Collodi.
The small village preserves an ancient fortress and aristocratic Garzoni villa with large garden and bases its economy on tourism thanks to the park dedicated to Pinocchio.
The Castle of Collodi, as it is also called, presents itself as a true and proper "cascade" of small houses and climbing on the slope of a hill steep, arranged on the sides of the two triangles which are touching with the vertices.
At the summit there is the ancient fortress, to the base on the other hand, the majestic Villa Garzoni, which stands on the ruins of the ancient medieval castle and that seems to hold the entire village.
You can still admire the stones that slabs small tracks in the midst of the homes, the remains of fortified structures as some ports of the village.

Pinocchio, the Talking Cricket, the Fairy with Turquoise Hair and all the others characters of "The Adventures of Pinocchio" were invented by the Florentine writer Carlo Lorenzini, known with the psedonym of Carlo Collodi (taken from the name of his mother's native village).
In Collodi, a small town not far from Pistoia, you can visit the very original Pinocchio Park dedicated to the famous long-nosed marionette.
The park is set up completely outdoors.
Walking inside the large garden, surrounded by the well-cared after vegetation, you’ll find all the main protagonists of the story: Pinocchio, the Fairy with Turquoise Hair, the Cat and the Fox and many other characters from the novel virtually accompany visitors and remind them some of the most relevant passages of the book.
The Park of Pinocchio is an enchanted place, with an almost retro style atmosphere.
So do not expect special effects or high technology attractions (at least not much more than several fountains with a few water games installed).
Here, the offering is to stroll among several great bronze sculptures and others works by several artists that have been added to the garden ever since it first opening in 1956 up to today.
The park’s magic is due to the same charm of the tale of Pinocchio, still alive in the hearts, memories and imagination of all children and adults.

COLLODI E IL PARCO DI PINOCCHIO
Pinocchio, il Grillo Parlante, la Fata Turchina e tutti i personaggi de “Le Avventure di Pinocchio” sono infatti il frutto della fantasia dello scrittore fiorentino Carlo Lorenzini, in arte Carlo Collodi (dal nome del paese di origine della madre).
E proprio a Collodi, un piccolo centro a pochi chilometri da Pistoia, potete visitare l’originale Parco di Pinocchio, dedicato al celebre burattino.
Il parco è completamente all’aperto.
Camminando al suo interno, circondati da una curata vegetazione, troviamo mano a mano i protagonisti principali del racconto.
Pinocchio, la Fatina, il Gatto e la Volpe e molti altri personaggi, permettono ai visitatori di ripercorrere alcuni tra gli episodi più significativi della favola.

Cosa vedere a Collodi
Passeggiando per le viuzze del paese si osserva con stupore lo stato di conservazione del borgo.
Si possono ammirare le antiche pietre che da secoli lastricano le piccole vie in mezzo alle case, che a loro volta mantengono il loro aspetto medievale, così come i resti di alcune strutture fortificate tra cui alcune porte.
All’estremità si trova la Rocca, dotata di un ampio recinto e alcune torri, di cui una trasformata in campanile.
All’apice del castello si può visitare la Pieve di San Bartolomeo, da dove si gode di un notevole panorama.
Collodi oggi concentra le sue attività intorno alle attrazioni turistiche di Villa Garzoni e del suo Giardino all’Italiana.
Proprio in questo spettacolare parco, caratterizzato da giochi e trionfi d’acqua, lavorò come giardiniere il padre di Carlo Lorenzini, conosciuto come Carlo Collodi, l’autore de Le avventure di Pinocchio.
Storia di un burattino.
Il brillante romanzo, che racconta le peripezie di una “marionetta animata”, ha ispirato centinaia di registi. Tra i film d’animazione più amati di sempre, si ricorda Pinocchio prodotto da Walt Disney.
Il Gatto e la Volpe, la Fata e la Balena sono i personaggi che animano anche il famosissimo Parco di Pinocchio, una sorta di “paese dei balocchi” pensato per far trascorrere a tutta la famiglia una giornata nel verde e far conoscere la magia della favola ai bambini.
A Collodi si trova anche la coloratissima Butterfly House: una serra in pietra e cristallo dove volano oltre un migliaio di specie di farfalle provenienti da tutto il mondo.


PINOCCHIO
Le avventure di Pinocchio
Storia di un burattino è un romanzo per ragazzi scritto da Carlo Collodi, pseudonimo del giornalista e scrittore fiorentino Carlo Lorenzini.
La prima metà apparve originariamente a puntate tra il 1881 e il 1882, pubblicata come La storia di un burattino, poi completata nel libro per ragazzi uscito a Firenze nel febbraio 1883.
Racconta le esperienze accidentali - dannose e crudeli, ma attraenti e ricche di colpi di scena - di una marionetta animata, Pinocchio, scolpita da Mastro Geppetto, che si considera come suo padre.
Molto più di un burattino che vuole diventare bambino, più di un volto tondo nasuto di legno, più del protagonista di un libro "morale", Pinocchio è un'icona universale e una metafora della condizione umana.
Il libro - che si presta a una pluralità di interpretazioni - è un capolavoro mondiale che ha ispirato centinaia di edizioni, traduzioni in 260 lingue, trasposizioni teatrali, televisive e animate, come quella di Walt Disney; ha reso nozioni largamente comuni idee come quella del naso lungo del bugiardo.
Tra i giudizi favorevoli, quello di Benedetto Croce: «il legno, in cui è tagliato Pinocchio, è l'umanità»; reputò il libro una fra le grandi opere della letteratura italiana..

https://it.wikipedia.org/wiki/Le_avventure_di_Pinocchio._Storia_di_un_burattino

Il Parco di Pinocchio è un luogo incantato, dall’atmosfera che definirei quasi retrò.
Non aspettatevi effetti speciali nè attrazioni supertecnologiche (al massimo qualche fontanella con giochi d’acqua), qui potrete passeggiare tra grandi sculture in bronzo e varie opere di artisti che si hanno lavorato per il parco dal 1956, anno di apertura del giardino, ad oggi.
La magia di questo parco si deve, a mio parere, al fascino della favola di Pinocchio, ben presente nei cuori, nei ricordi e nella fantasia di tutti i bambini, ma anche degli adulti.

Visitare il Parco di Pinocchio è un’esperienza unica nel suo genere, una rilettura esperienziale de Le Avventure di Pinocchio di Carlo Collodi.
Un viaggio nel mondo della fantasia con giochi, laboratori, spettacoli ed eventi, in un contesto ricco di arte e di storia, dove i due Percorsi Avventura faranno vivere ai più piccoli emozioni mozzafiato.
Con milioni di visitatori, dall’Italia e dall’estero, il Parco di Pinocchio è un parco per le famiglie con bambini e per gli amanti del burattino, il personaggio italiano più conosciuto al mondo!
Questo parco tematico è anche meta di appassionati di arte contemporanea e di architettura del Novecento e del Paesaggio.
Ci trovate a Collodi, nel paese che l’autore del romanzo ha legato ai suoi ricordi di bambino nel comune di Pescia (PT) in Toscana.
Vieni nel Mondo di Pinocchio! Trovi il Borgo antico, il Parco per vivere mille avventure, il meraviglioso Giardino popolato statue mitologiche e dai curiosi animaletti ospitati nella Casa delle Farfalle.

https://www.pinocchio.it/

Museo della Carta di Pescia
situato a Pietrabuona, protegge e tramanda un sapere universale dell’uomo, condiviso nel tempo e nello spazio: fare la carta.
Il Museo si rivolge ad un vasto pubblico di studiosi e studenti, appassionati e curiosi che possono esplorare l’universo carta e fare esperienza dei suoi mille segreti; dalla preziosa collezione di filigrane – tra cui quella con le effigi di Napoleone e Maria Luisa d’Austria (1812) – agli strumenti e macchinari d’epoca per la fabbricazione a mano della carta.
Da secoli San Bartolomeo è il patrono di Collodi: a lui è intitolata la Pieve del 1200 che sovrasta l’antico borgo di Collodi Castello, e che sarà aperta per riti religiosi e visite durante i due giorni della festa.
Ai ritrovi e agli intrattenimenti, specialmente per i bambini, è invece tradizionalmente dedicato il festeggiamento “civile”.
Museo dei Bonsai
Il Museo, aperto dal 1992, offre agli appassionati del Bonsai e non, una collezione vastissima di stupendi esemplari provenienti da tutto il mondo.
Si possono ammirare olivi centenari, boschetti di cipressi, ficus esotici, conifere e altre essenze, tra le più strane e rare esistenti.

Villa Garzoni è una villa a Collodi frazione di Pescia in provincia di Pistoia.
La villa, in uno stile tipico delle ville lucchesi, ha una storia pluricentenaria: si inerpica su una collina sotto le case rustiche in pietra del paese, con il quale essa ha mantenuto uno stretto rapporto di interdipendenza sin dalle origini: per esempio due stradine lastricate che passavano attraverso l'entrata principale del palazzo erano gli unici accessi al paese. Il complesso architettonico di Collodi e della villa si è fortunatamente mantenuto inalterato da secoli e permette ancora oggi di assaporare un'atmosfera di altri tempi.
Giardiniere del complesso fu anche il padre di Carlo Lorenzini, autore de Le avventure di Pinocchio (mentre la madre svolgeva funzioni di cameriera).
Lo scrittore trascorse gran parte della sua infanzia presso il Castello, come gli abitanti del luogo chiamano la villa. Quando volle scegliere uno pseudonimo per il suo capolavoro, decise di chiamarsi proprio Collodi.

Un monumento verde unico in Europa nel quale si trovano echi ed ispirazioni comuni con giardini come quello della Reggia di Caserta o quello di Wihlelmshohe a Kassel.
Lo Storico Giardino Garzoni è un incantesimo del ‘700, giunto pressoché intatto fino a noi.
Lo Storico Giardino Garzoni è tutt’uno con la Villa (in restauro, non visitabile) che lo affianca e in parte lo sovrasta.
Qui ha lavorato da ragazza la madre di Carlo Lorenzini/Collodi Angiolina Orzali, e vi ha conosciuto il futuro marito, Domenico Lorenzini.

La Villa e il Giardino Garzoni dove lavorò come giardiniere anche il padre di Carlo Lorenzini, l’inventore di Pinocchio, che trascorse qui la sua infanzia e scelse come pseudonimo per firmare il suo libro proprio il nome di Collodi.
La Villa, detta "delle cento finestre", è giunta intatta ai giorni nostri e ha un’antica origine: fu infatti nel Trecento che la nobile famiglia Garzoni, originaria di Pescia, acquistò quello che veniva chiamato il Castello ma solo nel Seicento furono effettuati i lavori che ingrandirono e modificarno la Villa e lo splendido Giardino.
Il Giardino, che si apre come uno stupendo teatro, con giochi e trionfi d'acqua e vasche grandi e stellate, può essere messo a fianco dei grandi giardini italiani e dei grandi giardini europei, con i quali esprime i grandi ideali post-rinascimentali, le rigorose strutture geometriche stemperate dal verde, dall'umida grazia dei fiori, dagli elementi comici, epici e fantastici di statue, mascheroni e fontane.

https://www.visittuscany.com/it/attrazioni/la-villa-e-il-giardino-garzoni-a-collodi/

https://it.wikipedia.org/wiki/Villa_Garzoni_(Collodi)

https://www.pinocchio.it/villa-garzoni/

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Vivi la magia della fiaba di Pinocchio attraverso i menu e l’ambientazione fantastica nell'Osteria del Gambero Rosso.
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Ristoranti a Pescia
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Il territorio di Pistoia è molto interessante agli occhi e al palato dei viaggiatori golosi che amano andare alla scoperta dei sapori, dei colori e dei prodotti tipici: le pianure e i fondovalle forniscono frutta e verdura di qualità.
Le colline ricoperte di secolari vigneti ed oliveti producono ottimi vini e oli; le montagne offrono appetitosi frutti come funghi, castagne, frutti di bosco.
Si possono trovare dolci a base di cioccolato, leccornie da accompagnare con il Vinsanto. E, accanto alle trattorie più tradizionali, troverete locali innovativi con piatti creativi senza mai rinunciare ai migliori prodotti di territorio.

La cucina pistoiese è una cucina rustica, semplice, fatta di sapori genuini che si sono mantenuti incredibilmente inalterati.
Dominano gli elementi tipici della tradizione contadina a base di pane: le zuppe con il cavolo nero o la cosiddetta ribollita, i crostini neri, la panzanella, la pappa al pomodoro.
Poi i legumi: i fagioli all’uccelletto o quelli bianchi di Sorana al fiasco.
Per le carni oltre a quelle pregiate della classica bistecca toscana e dell’arista di maiale ci sono le frattaglie con piatti introvabili altrove come la cioncia pesciatina e il carcerato pistoiese.


Pane toscano e salumi pistoiesi
Nella montagna pistoiese, in località Il Melo vicino a Cutigliano, un tempo si coltivava un grano particolare, il grano Marzolo, una varietà resistente ai rigori dell’inverno.
Quei semi sono stati salvati e, oggi, con la farina è possibile preparare un pane integrale buonissimo.
Poi c’è il classico pane toscano, prodotto da tanti abilissimi panificatori locali e che, in quanto «sciocco», ovvero senza sale, è l’accompagnamento ideale per i piatti della cucina toscana.

La montagna pistoiese è sinonimo di natura e genuinità, i suoi prodotti delle vere ghiottonerie.
Le macchie di colore che spiccano tra le distese verdi non sono altro che piante di mirtillo nero, lamponi, fragole e more, buoni da gustare appena colti o trasformati in squisite marmellate, profumati sciroppi e succhi, grappe aromatizzate.
L’abbondanza di castagni ha permesso lo sviluppo della produzione di un prodotto straordinario: il miele.
Di colore ambrato e dal sapore intenso accompagna spesso un formaggio che è impossibile trovare altrove: il pecorino a latte crudo.
Il fungo porcino è il re nella cucina della montagna pistoiese.
Cucinato semplicemente alla griglia o come si usa qui «al funghetto» (in olio con sale e pepe, prezzemolo, nepitella, un po’ d’aglio e pomodoro a piacere) è uno dei piaceri autunnali da non mancare.
Nella stessa località dove si produce il «grano marzolo», al Melo di Cutigliano, troviamo anche una patata squisita: la patata bianca del Melo.
E’ un’altra ricercatezza della tradizione alimentare più autentica ed è un prodotto bio per definizione.

Pistoia ha una cospicua produzione di olio, che ogni anno coinvolge migliaia e migliaia di persone e centinaia di frantoi in azione.
Lo stesso vale per il vino, nel Medioevo erano sotto il dominio di Pistoia, che qui aveva il suo sbocco sull’Arno.
Una vera primizia, riconosciuta presidio Slow Food, è il fagiolo di Sorana.
Il pregiato legume prende il nome dalla località di Pescia dove si coltiva e dove se ne producono solo pochi quintali l’anno.
Il legume, bianchissimo e con una buccia sottile sottile, è ideale per preparare i fagioli al fiasco.
Il carcerato è il piatto tipico della città di Pistoia.
Per mangiarlo in verità bisogna essere di stomaco forte, dal momento che è una zuppa a base di pane raffermo, interiora di vitell e una spolverata di formaggio e burro (anche se la ricetta originale non lo prevede). Il curioso nome deriva dal fatto che era un piatto cucinato per i prigionieri del carcere di Pistoia, in passato come oggi vicino ai macelli della città.
La farinata con le leghe è una prelibatezza della cucina povera, che dovete assolutamente assaggiare se venite in città.

I dolci sono uno dei capitoli più felici della cucina pistoiese.
Vero prodotto del territorio è la farina di castagne, ricavata dai tanti frutti che si raccolgono nei boschi della montagna e dell’appennino.
Pistoia deve buona parte della sua fama ai confetti.
Dei confetti molto particolari però! Sono tondi, bianchi e “birignoccoluti”, come dicono i pistoiesi, ovvero spinosi.
Panforte glacé
La creazione del panforte glacè risale al 1950 ed è stato creato dalla famiglia Corsini.
E’ un prodotto davvero di nicchia e di alta pasticceria.
Nella tradizione locale si usa regalarlo con i confetti di Pistoia e consumarlo insieme al vinsanto.

https://www.vetrina.toscana.it/focus/cosa-mangiare-a-pistoia-e-dintorni/

https://www.discoverpistoia.it/le-10-eccellenze-gastronomiche-di-pistoia/

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